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Magistratura onoraria: sciopero dal 19 al 22 gennaio

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Proclamata l’astensione dalle udienze civili e penali di vpo, got e giudici di pace per il periodo dal 19 al 22 gennaio prossimo.

Le ragioni della protesta (comunicato stampa in calce) risiedono in un grave abbandono della categoria da parte del Ministero della Giustizia durante la crisi sanitaria, che ha portato alla ribalta il problema dell’ingiustificata assenza di diritti giuslavoristici in favore dei magistrati onorari.

Sommario

I soggetti coinvolti

L’astensione, proclamata dalla Consulta della Magistratura Onoraria, coinvolge i giudici di pace onorari e i viceprocuratori onorari.

Ricordiamo che a seguito della riforma della magistratura onoraria, c.d. Riforma Orlando (D.lgs. n. 116/2017) le figure del giudice onorario di Tribunale, e del giudice di Pace sono state accorpate nell’unica figura del Giudice onorario di pace (https://www.altalex.com/guide/giudice-di-pace). Resta distinta invece la funzione del Viceprocuratore onorario.

L’astensione proclamata coinvolge ad ampio spettro tutta la magistratura onoraria (GOT, GDP e VPO).

Le ragioni dell’astensione

I magistrati onorari, non sono dipendenti pubblici, pertanto sono privi di tutele assistenziali e retribuiti “a cottimo”, ovvero sulla base del numero di udienze e di cause cui partecipano.

La crisi pandemica, che ha paralizzato anche il settore giustizia durante questo lungo anno, ha falcidiato il reddito dei magistrati onorari, mentre ha costituito per il Ministero della Giustizia un enorme risparmio di spesa sulle indennità di udienza che sarebbero state normalmente corrisposte.

Nessuna tutela è stata riconosciuta a giudici di pace, got e vpo, per le assenze dovute a malattia o a quarantena.

L’unico emolumento ricevuto dalla categoria è stato l’indennizzo di 600 Euro per i mesi di marzo ed aprile. I magistrati onorari che hanno dovuto comunque garantire, anche durante i periodi di picco pandemico, il servizio essenziale nelle udienze per convalida di arresto, si sono visti addirittura decurtare dal già risicato indennizzo di 600 Euro le somme per le giornate lavorative prestate.

Nella manovra finanziaria non c’è traccia di risorse economiche per la magistratura onoraria, e l’orientamento espresso dall’esecutivo è quello di ribadire il cottimo a finanza invariata, senza alcuna tutela giuslavoristica per malattia e maternità, ponendo tutta la previdenza a carico del lavoratore.

Quale tutela per il lavoro dei magistrati onorari?

La grave situazione provocata dalla crisi pandemica, ha portato alla ribalta il dibattito già acceso sulla tutela del lavoro dei magistrati onorari.

Quest’estate una sentenza della Corte di Giustizia Europea (Corte UE, sentenza 16 luglio 2020 C-658/18) ha affrontato la questione della disparità di trattamento tra giudici togati e giudici onorari, in relazione, in quel caso, al diritto alle ferie retribuite. La sentenza, fondando il ragionamento sul principio di non discriminazione di situazione comparabili, ha posto la questione se esista una oggettiva differenza tra le due categorie di magistrati, tale da giustificare un diverso trattamento giuslavoristico. La Corte di Giustizia,  comparando la natura del lavoro, le condizioni di formazione e le condizioni di impiego, ha concluso sostanzialmente per una equiparabilità delle due attività sotto molti profili, e rilevando la sola differenza, per la quale i magistrati onorari si occupano di questioni di minore rilevanza. Il giudice europeo ha rimesso alla valutazione dello Stato Italiano se tale differenza sia sufficiente a giustificare la profonda disparità di trattamento.

Le rivendicazioni dei giudici onorari infatti non attengono alla parificazione di status, ma solo ad un equiparazione ai fini del trattamento giuslavoristico.

A fine novembre, la sentenza n. 267/2020 della Corte Costituzionale, riallacciandosi alla pronuncia del giudice europeo, ha affermato che i tratti peculiari dello status di giudice onorario (la differente modalità di nomina, il carattere non esclusivo dell’attività giurisdizionale svolta e il livello di complessità degli affari trattati) “non incidono tuttavia sull’identità funzionale dei singoli atti che il giudice di pace compie nell’esercizio della funzione giurisdizionale”.

Se la funzione è la stessa dunque, come affermato dal Presidente della Corte Costituzionale commentando quest’ultima pronuncia, occorre garantire anche ai magistrati onorari la stessa serenità, obiettività ed imparzialità per giudicare.

Ma quale serenità di funzione potranno mai avere i magistrati onorari, alla luce della attuale situazione sanitaria, in mancanza di qualunque tutela assistenziale in caso di malattia?

Come affermato anche dal Presidente dell’Associazione nazionale magistrati “i 5 mila giudici onorari e di pace che svolgono attualmente la professione hanno ricevuto un trattamento inaccettabile. Sono state date loro responsabilità sempre maggiori ma è mancato il pieno riconoscimento dei loro diritti che, al contrario sono stati mortificati”.

Sul piano del dialogo istituzionale poi, duole ai magistrati onorari anche la mancanza del Ministero della Giustizia, che non ha neppure dato risposta alle richieste avanzate in dieci mesi dalla categoria.  Solo il 22 dicembre e a seguito di interpello parlamentare infatti il Ministero ha inviato l’ insoddisfacente risposta, indirizzata ai soli parlamentari.

ALLEGATO: MAGISTRATIRA ONORARIA, COMUNICATO STAMPA 4 GENNAIO 2021

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